Trovata una rara croce di Einstein che mostra un’anomalia
La luce emessa dalle galassie lontane può attraversare miliardi di anni luce prima di raggiungere la Terra. Se, durante questo percorso, la luce passa vicino ad un oggetto massivo, detto lente, risente dell’influenza gravitazionale. L’immagine della galassia lontana viene distorta e ingrandita. Diversamente dalle lenti ottiche comuni, le lenti gravitazionali – anch’esse galassie o gruppi di galassie – non concentrano la luce in un'unica immagine ma formano più immagini della stessa sorgente luminosa. Una configurazione particolarmente rara di queste lenti è quella dove la sorgente distorta forma quattro immagini disposte a croce.In tal caso si parla di “Croce di Einstein”.
In un lavoro guidato dal Dott. P. Cox (Università della Sorbona) e recentemente pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal è stato presentato un caso eccezionale di Croce di Einstein dove è presente una quinta immagine centrale. Dopo aver esaminato tutte le osservazioni disponibili si è scoperto che la sorgente luminosa di sfondo è una galassia ricca di gas e lontana 11.6 miliardi di anni luce dalla Terra. La lente è un gruppo di quattro galassie grandi e alcune più piccole, situate a 7.8 miliardi di anni luce dalla Terra.
Grazie al contributo del Dott. E. Borsato e del Prof. E. M. Corsini (Università di Padova) le galassie del gruppo sono state caratterizzate e ne è stata stimata la massa luminosa. Ed è proprio analizzando la distribuzione della materia della lente che è stato possibile spiegare la presenza della quinta immagine. La presenza della materia luminosa da sola non risulta sufficiente a spiegare le posizioni e la forma delle immagini della croce. È stato quindi necessario introdurre un’ulteriore, massiccia componente di “materia oscura” di circa 3 bilioni di masse solari, a rappresentare un alone esteso attorno ai singoli membri del gruppo. Questa componente non emette luce, quindi non può essere osservata direttamente. Nonostante ciò, dal momento che la luce risente dell’influenza gravitazionale di tutta la materia presente, visibile e non, casi come questo risultano fondamentali per investigare la natura della materia oscura.



