Giovedi 12 febbraio si è tenuto la riunione di lancio di NEMESIS (Neutron Experiments join Muon Experiments for Synergy in Investigation and Search for new physics), progetto approvato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma MSCA Staff Exchange.
Si tratta di un consorzio costituito da enti di ricerca e partner industriali guidato dai Laboratori Nazionali di Frascati (LNF) dell’INFN, che riunisce ricercatori dell’Unione Europea, inglesi, svizzeri e statunitensi per condurre ricerche di frontiera nel campo della fisica delle particelle oltre il Modello Standard, combinando le potenzialità offerte dai muoni e dai neutroni ultra-freddi e sviluppando una nuova generazione di rivelatori e fasci di particelle ad alta intensità.
Il progetto prevede di supportare programmi di ricerca condotti in tre prestigiosi laboratori internazionali: Fermilab (FNAL) e Brookhaven National Laboratory (BNL) negli Stati Uniti e Paul Scherrer Institut (PSI) in Svizzera. I ricercatori di NEMESIS partecipano agli esperimenti Mu2e (FNAL) e MEG-II, Mu3e (PSI), che mirano a osservare per la prima volta processi di violazione del sapore leptonico carico (cLFV), sfruttando le più intense sorgenti di muoni disponibili a livello mondiale. NEMESIS svolgerà inoltre un ruolo chiave nelle misure dell’Electric Dipole Moment (EDM) di muone e neutrone, fondamentali per comprendere l’asimmetria materia-antimateria dell’Universo. NEMESIS prevede lo sviluppo di tecnologie innovative per il miglioramento della manipolazione, del monitoraggio e della qualità di fasci ad alta intensità di muoni e neutroni ultra-freddi.
Queste tecnologie oltre a permettere le misure proposte, costituiscono un importante passo in avanti nello studio del raffreddamento dei fasci di muoni, una delle sfide importanti di questi anni, afferma Donatella Lucchesi, coordinatrice di un work package e responsabile per il Dipartimento di Fisica e Astronomia. Lo sviluppo di rivelatori innovati costituirà l’altro elemento chiave per il successo delle misure proposte da NEMESIS, e tali rivelatori saranno usati anche in EPIC (BNL) esperimento previsto raccogliere dati dopo il 2034 per lo studio della struttura interna dei protoni allo scopo di capire la generazione della massa e dello spin di una particella composta, afferma Rosario Turrisi, responsabile per INFN-Padova.



